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Brisingr di Christopher Paolini – Commenti e pensieri

febbraio 13th, 2012. Pubblicato in Fantasy, Libri, Recensioni. 2 Comments.

Pochi giorni fa ho finalmente  finito di leggere il libro Brisingr di Christopher Paolini, terzo libro del ciclo dell’Eredità che narra le vicende del cavaliere del drago Eragon e di Saphira la sua dragonessa. I primi due libri sono Eragon ed Eldest e sono editi dalla Rizzoli Editore.

Prima di spendere alcune parole su quest’opera, volevo condividere alcuni pensieri. Leggo libri fantasy da quasi venti anni (oh mamma!). Quando ho iniziato ero un adolescente e i primi libri letti furono Le Cronache di Dragonlance e le Leggende (che poi ho riletto diversi anni dopo) del binomio Weis e Hickman. Questi libri son stati per me molto belli, coinvolgenti, epici e pieni di azione e molto vicini al gioco che a suo tempo facevamo spesso, ossia D & D. Un’altra saga che i miei amici mi fecero scoprire fu la Saga dei Belgariad e la successiva dei Mallorean scritte entrambe da Eddings. Questa fu proprio una scoperta, perché non sapevo niente di questo autore e dei suoi libri e sono, anzi siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Queste letture mi rapivano e mi davano emozioni che ancora oggi porto dentro di me. Non voglio dimenticare un’altra saga fantasy che non ha bisogno di presentazione, Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit. Qui siamo ad un livello anche superiore ai libri citati prima, veri capolavori di epica e poesia.

Ma torniamo a Brisingr. Come già detto questo libro è il terzo del ciclo dell’Eredità. I primi due libri, Eragon ed Eldest li ho letti nel 2006 uno dopo l’altro, ma questo ahimè l’ho comprato solo nel 2011. Eragon balzò alla cronaca perché fu scritto da Paolini quando era ancora un adolescente, destando pertanto molto clamore.

Brisingr parte da dove Eldest ci aveva lasciato, ossia la battaglia delle pianure ardenti, con la cocente sconfitta subita da Eragon per mano di Murtagh e il drago rosso Castigo, la perdita di Za’roc e la scoperta di esser figlio di Morzan, il malvagio primo cavaliere rinnegato.

Nella prima parte del libro vedremo Eragon che decide di partire all’inseguimento dei Ra’zac con il cugino Roran per liberare la fidanzata di questo e per sconfiggere definitivamente le malvagie creature. Il libro mostra al lettore come Eragon affronterà anche intrighi politici e come dovrà cavarsela anche senza il suo drago. Viene dato spazio anche a Roran e al suo amore per Katrina. Vedremo  nuovamente il cavaliere elfo Oromis e il suo drago dorato Glaedr che sveleranno al nostro protagonista nuove scioccanti verità sul suo passato e sul suo primo mentore Brom. Inoltre Eragon troverà il modo di avere una vera spada da cavaliere anche migliore di Za’roc. Infine verremo  a conoscenza del vero potere di Galbatorix e del modo per sconfiggerlo.

Il finale è molto spettacolare e anche piuttosto triste, ci da la consapevolezza del coraggio di Eragon, Arya e di Roran, ma anche il fatto che Galbatorix è di una forza spaventosa e che il futuro sarà pieno di insidie.
La sensazione che ho avuto è che questo libro potesse esser molto più corto. Paolini ama perdersi in descrizioni lunghe e a volte anche prolisse e questo rende la narrazione noiosa, soprattutto nella prima parte. E’ vero che ha dato molte informazioni al lettore e ha cercato di spiegare meglio l’essenza del suo mondo di fantasia, però è parso a mio modesto parere un libro con evidenti buchi narrativi.  La seconda metà del libro è più fluida e si legge con più trasporto, ma la sensazione di voler far accademia da parte dell’autore resta sempre. Un’altra cosa che ho notato è la mancanza di carisma del protagonista. Non so, forse è una mia impressione, ma mentre leggo il libro io non patteggio per lui, non mi identifico in lui, piuttosto mi identifico in suo cugino Roran che sembra avere più carattere. Eragon è un ragazzino a cui son arrivati inspiegabilmente dei poteri, che gli aumentano di continuo, e che oltretutto prende gravi responsabilità e impegni con tutte le razze dell’Alagaesia trovandosi poi ad avere grosse difficoltà nel gestirle. La stessa situazione l’ho provata leggendo Eragon ed Eldest e quindi il mio dubbio è proprio questo. Forse sono io che son diventato vecchio e che non mi faccio più prendere da questo genere di letture che un tempo amavo tanto?

Ho apprezzato  molto il personaggio del vecchio cavaliere del drago Oromis, la sua saggezza, il suo modo d’essere . la sua capacità nell’insegnare e dare al protagonista i giusti consigli e la consapevolezza che non ci si può nascondere dal proprio destino e soprattutto il suo coraggio.
Leggerò sicuramente il quarto libro del ciclo dell’Eredità, ma devo ammettere che da Brisingr mi attendevo qualcosa di più, spero che Inheritance  almeno su questo piano sia superiore

Alla prossima
Franzo

2 Comments

Anna  on marzo 1st, 2012

Bravo Andrea! Anche la tua recensione non è affatto male. L’unico appunto che ti posso fare è che secondo me un bel libro intenso e dettagliato, tra i tanti libri superficiali e brevi, ci sta perfettamente a pennello. Paolini è da ammirare,nonostante tutto. Ha un’ottima fantasia e per la giovane età mi sembra sorprendente! Ciao =)

franzo  on marzo 4th, 2012

grazie anna per il tuo commento, certo Paolini del talento ne ha e sicuramente ha dimostrato di aver fatto anche ricerche e studi per scrivere questa saga, solo che in certi momenti ho avuto la sensazione che facesse dell’accademia nelle descrizioni o in altri passaggi, che poteva anche evitare.
ciao
andrea

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