La Malattia del Ragno (Parte 9)
Aprile 13th, 2009. Pubblicato in D&D, Gruppo di gioco, Racconti. 1 Comment.
Un gruppo di almeno una decina di demoni si precipitò furioso contro gli avventurieri. Armati di tutto punto, gridavano in una lingua incomprensibile. La superiorità numerica costrinse Lucifer e gli altri a indietreggiare.
“Dobbiamo stare uniti, affrontiamoli senza farci prendere ai fianch aarrrrgggghhhhh”. La corta spada di un demone penetrò l’armatura di pelle del tiefling, procurandogli una dolorosa ferita al fianco. “Tutto bene Lucifer?” gridò Tumlak mentre calava un colpo terribile con l’ascia che uccise all’istante il nemico che fronteggiava “Sono tanti ma non sono abili né robusti”. Mentre Silk strappava un altro grido di dolore a un avversario, come a confermare le parole di Tumlak, Lucifer spezzò il cranio a un’altra di quelle creature “Sto bene, la ferita non è profonda. Garillion… Dov’è Garillion?”. Uno sguardo preoccupato da parte dei compagni coprì tutto il luogo dello scontro, finchè il mezzelfo lanciò un grido “Laggiù, in terra. E’ ferito e sanguina parecchio, dobbiamo fare qualcosa!”. Il sangue infernale del condottiero ribollì di rabbia. Urlando selvaggiamente ignorò i nemici attorno a lui e corse verso l’amico caduto, mentre le lame avversarie lo colpivano. Tumlak e Silk fecero del loro meglio per aprire un varco al tiefling infuriato e proteggerne le spalle. Nonostante il dolore per i colpi subiti Lucifer raggiunse infine Garillion, che riprese i sensi quando l’amico gli fece bere una pozione curativa.
“Meno male, temevo per il peggio”
“Se non foste subito intervenuti probabilmente non me la sarei cavata stavolta, stavo per lanciare un incantesimo ma mi sono arrivati addosso in tre”.
“Garillion è salvo, adesso vinciamo questa battaglia!”. L’incoraggiamento del condottiero sembrò far dimenticare ai compagni le ferite subite. Combatterono con rinnovato vigore e i demoni in piedi erano sempre meno. Un dardo di energia creato dall’eladrin fece crollare l’ultimo avversario.
“Presto, richiudiamo il portone e cerchiamo di bloccarlo, prima che ne escano altri!”. Silk esortò il gruppo ad agire, non era ancora tempo di tirare il fiato. Le pesanti ante girarono facilmente, segno che i cardini erano ben oliati e usati di frequente. Con cunei infilati sotto la porta nei punti giusti, il ladro cercò di impedirne l’apertura.
“Penso che terrà per un po’, non verremo colti di sorpresa, possiamo anche riposarci ora”.
I quattro avventurieri presero le bende dagli zaini e si occuparono ognuno delle ferite degli altri. “C’è mancato poco, pensavo davvero di essere spacciato”.
“Tutti abbiamo temuto per te Garillion, dobbiamo fare molta più attenzione. Siamo stati messi in difficoltà perché ci hanno separati gli uni dagli altri. Io e Silk ce la siamo cavata bene perché combattevamo all’unisono. Tumlak, tu eri completamente isolato, non va bene così! Nonostante tu sia un abile combattente e abbia un fisico robusto e forte, se rimani solo prima o poi cadrai, come è successo a Garillion. Anche lui ha commesso un errore, valutando male a che distanza stare dai nemici. Sono riusciti a raggiungerlo prima che potesse utilizzare i suoi incantesimi. E’ in parte anche colpa nostra, dobbiamo impedire che avversari pericolosi possano raggiungere il mago, in corpo a corpo non può fare molto.”
Le parole di Lucifer vennero accolte con rispetto, la sua sapienza tattica era indiscutibile. Ognuno ripensò alla battaglia, capendo gli errori commessi. Solo Tumlak sembrava un po’ infastidito dal rimbrotto, voltò le spalle agli altri e andò a sedersi vicino al portale, borbottando qualcosa all’indirizzo del tiefling.
L’ora di riposo che trascorse dal combattimento sembrò passare in un attimo. Ancora provati e doloranti tirarono le pesanti porte e si avviarono nel lungo corridoio al di là di esse.
“Ehi non notate niente?” sbottò Tumlak.
“Cosa ci sarebbe da notare nano?”
“Le tue orecchie a punta ti faranno anche sentire bene eladrin, ma la vista non è il tuo forte. Le pareti. Sono molto più grezze qui. Non sembrano costruite dagli abitanti di Fallcrest, è il caso di stare in allerta, probabilmente siamo entrati nella casa di quei demoni.”
Non certo sollevati dall’osservazione di Tumlak, i compagni proseguirono. Il calore continuava a essere fortissimo, sopportabile solo grazie all’incantesimo di Garillion. La luce rossastra del luogo appiattiva le superfici, più di una volta vennero graffiati da sporgenze acuminate sulle irregolari pareti.
Arrivarono fino a un bivio.
Mentre Silk, Garillion e Tumlak valutavano la direzione in cui procedere, Lucifer sembrava come distratto da qualcosa.
“Fate silenzio un attimo, mi sembra di sentire qualcosa… Una specie di ticchettio, viene dal corridoio a sinistra. Una direzione vale l’altra, che ne dite se andiamo a vedere cosa produce questo suono?”. Avanzando con circospezione sbucarono infine in una piccola caverna. Dalla parte opposta un rivolo d’acqua sbucava dalla roccia e riempiva una vasca sottostante.
Garillion si stupì di ciò che vedevano “Che ci fa una sorgente d’acqua cristallina qui? Non è normale, sembra di essere nel cratere di un vulcano, ci sono solo roccia e magma. Mi chiedo se sia bevibile”.
“Caldo com’è qui, se quell’acqua fosse fresca e non mi dissetassi, potrei rimpiangerlo per sempre!”. Così dicendo Silk immerse la faccia nella vasca. Ne uscì poco dopo soddisfatto “davvero eccezionale, mi ci voleva proprio, mi sembra di essere rinato”. Il mago ne seguì l’esempio “Ehi sto davvero molto meglio. Non solo è fresca, deve avere delle proprietà magiche! Le ferite hanno smesso di dolermi! Bevetene tutti.” Lucifer e Tumlak non si fecero pregare. L’acqua della fonte aveva ritemprato gli avventurieri più del riposo. Non essendovi altre uscite, tornarono fino al bivio e imboccarono il corridoio in direzione opposta.
Dante on Aprile 27th, 2009
Salve,
mi chiamo Dante. Avrei bisogno di parlarvi di una proposta. Potete contattarmi all’indirizzo email che ho inserito nel form?
Grazie,
Dante