La Malattia del Ragno (Parte 7)
marzo 9th, 2009. Pubblicato in D&D, Gruppo di gioco, Racconti. 2 Comments.
Oltrepassata la porta il cammino proseguì brevemente in uno stretto corridoio, per poi terminare in un vicolo cieco. Nessuna porta, nessun passaggio visibile. Solo una grossa leva sporgeva dalla liscia parete di mattoni consumati dai decenni.
Il tiefling risoluto vi appoggiò sopra la mano, pronto a tirarla. “Aspetta Lucifer, fammi dare un’occhiata, potrebbe essere una trappola”. Silk si avvicinò, mentre Garillion, dopo essersi concentrato per qualche minuto, rassicurò il gruppo “Non percepisco magia, almeno non ci sono incantamenti difensivi su quel meccanismo”. Dopo un attento esame anche il mezz’elfo diede il suo assenso “Non mi sembra ci sia alcunché di cui preoccuparsi”.
Il forte braccio del condottiero abbassò la leva con decisione. Ci vollero alcuni attimi prima che il meccanismo arrugginito riprendesse a funzionare. Il rumore di ingranaggi in movimento filtrava attraverso la parete di destra. “Hei… siamo sicuri d’aver fatto la cosa giusta? Avete davvero controllato bene che non ci fossero pericoli? Per la barba di Moradin, non è che ci crolla tutto in testa?”.
Quasi a voler sostenere l’ipotesi di Tumlak, alle spalle del gruppo scese dall’alto un pesante blocco di pietra che sigillò i 4 compagni in uno spazio davvero angusto.
“Lo sapevo! Lo sapevo! Siete degli incapaci! Sottoterra ci vogliono esploratori nani, non orecchiepunta, occhiverdi e cornarossi!”.
Lucifer cercò immediatamente di risollevare la leva nella posizione di partenza ma nonostante i suoi sforzi non riuscì a spostarla minimamente.
Una vibrazione si diffuse lungo le 4 pareti dello stanzino, crescendo rapidamente d’intensità, fino a far tremare le gambe e rendendo difficile stare in equilibrio. Negli occhi di tutti si potevano percepire differenti emozioni. Sconforto, rassegnazione, disperazione.
Ai quattro sembrò quasi incredibile quando a un certo punto la vibrazione cessò di colpo e il pesante blocco di pietra risalì nel soffitto. Ancora più strano sembrò loro il fatto che non erano più nel vicolo cieco. Un ampio corridoio si distendeva davanti a loro perdendosi nell’oscurità. Decenni di polvere ammantavano come un sudario di morte pareti e pavimento.
“Quel vicolo cieco… era solo un maledetto sollevatore! Siamo più in alto, o forse più in basso di dove eravamo prima. Accidenti Tumlak, le tue parole mi avevano tolto ogni speranza!”
“Scusami Silk se ho diffidato di te ma pensavo veramente che ci avessi fatto cadere in un trabocchetto. In ogni caso sono sicuro che siamo più in alto, sono esperto del sottosuolo e posso dirvi con certezza che siamo saliti.”
“Sono abile nel sottosuolo quanto in superficie nano, pensa a fare il tuo lavoro in battaglia, lascia a me il compito di evitarci i pericoli che non possiamo vedere.”
“Basta discutere adesso” sibilò Lucifer “ogni minuto che perdiamo potrebbe essere fatale per noi e per altre decine di persone”. “Non posso che essere d’accordo” assentì l’eladrin. Ancora una volta pronunciò la formula per creare la luce, rischiarando di più il cammino davanti a loro.
Anche a un secondo sguardo il corridoio appariva in disuso da decenni, man mano che i compagni avanzavano lasciavano chiare impronte.
Arrivati ad un incrocio a T Garillion si accorse di qualcosa che gli altri sembravano non avere percepito “Mmmm che strano. Guardate da dove veniamo e osservate il corridoio che incrocia.”
“Non capisco cosa vuoi dire amico mio”.
“Lucifer, il pavimento è sempre sporco e ricoperto di polvere ma è come se fosse… pressata dal passaggio di qualcosa. Oltre a questo le pareti sono molto più pulite, non c’è nemmeno una ragnatela”.
“Hai ragione! Quindi questa parte è abitata?”
“No non credo, se davvero qualcuno avesse voluto tenere pulito non avrebbe lasciato la polvere in terra, questa diversità non è dovuta all’intervento di uomo o elfo o nano che sia…”.
“ma allora cosa può…”
“Ssshhhh fate silenzio” mormorò Silk con un filo di voce, mentre tendeva l’orecchio verso il ramo destro del corridoio. Un lontano gorgoglio fu presto udito da tutti. Una specie di ribollire di liquido denso, il rumore ricordava la lava che scorre. La cosa preoccupante era che si stava avvicinando, qualunque cosa fosse.
Il gruppo si dispose in formazione da combattimento con il nano e il tiefling in prima linea e Silk alle spalle pronto a colpire spietatamente appena ce ne fosse l’occasione. Garillion a distanza di sicurezza si preparava a dare sostegno agli amici con il suo terribile potere arcano. Le armi erano già fuori dai foderi e il mago stringeva così forte il suo bastone da far sbiancare le nocche. Il rumore era sempre più vicino, sembrava appena dietro l’angolo. Non passarono che pochi attimi quando dalla curva sbucò una creatura traslucida, di forma cubica e corpo gelatinoso che occupava interamente lo spazio del corridoio.
“Ma che assurdità è mai questa? Che genere di creatura è?” gridò il nano perplesso.
“Non c’è tempo per spiegare ora, fate solo attenzione, quell’essere potrebbe attirarvi dentro di sé, non avreste scampo”. La voce dell’eladrin si udì chiaramente, Lucifer e Tumlak si scambiarono un’occhiata preoccupata ma si lanciarono subito alla carica. Affondarono entrambi le armi nel corpo del nemico che venne attraversato dal colpo. Una vibrazione e un cambiamento nel gorgoglio fecero intuire che i colpi l’avessero danneggiato ma non vi erano ferite sanguinanti… l’ascia passava in quella gelatina che si richiudeva subito dopo.
Con una specie di grido acutissimo l’essere modificò la sua forma, scattando in avanti e cogliendo di sorpresa Lucifer che non riuscì a schivare. Venne afferrato e trascinato all’interno del corpo della creatura. Non poteva respirare, il denso liquido sarebbe entrato nei suoi polmoni uccidendolo. Come se non bastasse questo, sembrava che fosse anche corrosivo. Il tiefling iniziava ad avere dolorose bruciature sulle parti esposte. Braccia, viso e gambe mostravano già i segni dell’acido. Con uno sforzò di volontà sovraumano cercò di muoversi attraverso quella gelatina per uscirne al più presto.
Silk vide il compagno in difficoltà e scattò in avanti. Si portò a fianco di Tumlak facendo un paio di finte, sperando di disorientare il nemico, e affondò la lama. Un’altra vibrazione, un altro sibilo.
“Giù la testa!”. Da dietro 2 frecce di energia pura centrarono in pieno il bersaglio.
“Aarrrggggghhh” I polmoni del tiefling bruciarono quando la prima boccata della stantia aria del corridoio li riempì, quasi quanto l’acido che ancora attaccava la sua coriacea pelle rossa. L’acuto gridò fu però un sollievo per gli amici preoccupati, il condottiero era ancora vivo. Con rapidi gesti Lucifer si ripulì e si rimise in piedi. Era uscito dal lato opposto del cubo, rimanendo di fatto separato dai suoi compagni.
La strana creatura lo notò alle sue spalle e l’attimo di distrazione le costò caro. L’ascia del nano affondò un micidiale colpo “Ssììì schifosa melma, fattela con me, sono io il tuo avversario”.
Nonostante lo scherno gridato da Tumlak fu invece Silk ad essere attaccato. Schivò abilmente 2 colpi ma non si accorse che una sua caviglia rimase imprigionata e venne trascinato all’interno, nonostante facesse di tutto per aggrapparsi.
I danni inferti aumentavano sempre, ascia, mazzafrusto e incantesimi colpirono di nuovo ma il nemico era ancora vivo e combattivo. Silk riuscì a liberarsi dal mortale abbraccio ma Tumlak lo subì a sua volta. Nonostante gli sforzi lo scontro sembrava volgere al peggio.
“Coraggio, non facciamoci prendere dallo sconforto, siamo 4 contro 1, cadrà sotto i nostri colpi se non ci arrenderemo!”
Rincuorati dall’incitamento della loro guida in battaglia ognuno trovò nuove energie. Garillion decise di utilizzare il suo incantesimo più potente, esaurendo quasi tutta l’energia magica che gli restava.
“Arcanis Crio Geeeeneeeeeraaaaattttttt”
Affilati dardi di ghiaccio colpirono la base dell’essere procurando notevoli danni e congelandolo dalla metà in giù. Tutti gli altri colpirono la parte solidificata, spezzandola.
Con un ultimo grido lacerante si dissolse piano piano, sparendo.
“Sono distrutto, quasi non respiro. Che cos’era?”
“Un cubo gelatinoso amico Lucifer, l’ho riconosciuto grazie ai miei studi sui dungeons e sulle forme di vita che li abitano. Queste creature vi vengono messe appositamente, servono a tenerli puliti e in ordine. Inglobano rifiuti, ratti, insetti e li sciolgono con l’acido all’interno del loro corpo. Purtroppo non sono creature intelligenti quindi si limitano a ripulire la zona da qualunque cosa incontrino sul loro percorso”.
“Maledizione, abbiamo rischiato di perdere la vita contro la donna delle pulizie” sbottò il nano contrariato. “Ho bisogno di riposo, per guarire le ferite al fisico e all’orgoglio”. Non fece in tempo a terminare la frase che già stava trangugiando un generosa sorsata di un forte distillato. “Aaahhh questo è ragionare!”.
“Anche io preferisco riposarmi un po’, nuotare in un mare di acido non è stata una bella esperienza”. Anche Silk, stremato, si sedette a fianco di Tumlak.
“Sì è meglio riprendere fiato. Magari io e Lucifer andiamo poco più avanti a dare un’occhiata, in caso di pericolo chiamateci, non ci allontaneremo molto.”
Un cenno di assenso da parte dei feriti e l’eladrin si incamminò, seguito come un ombra dal fedele amico tiefling.
2 Comments
franzo on marzo 14th, 2009
ma va bene dai, non ti preoccupare, cmq se stai sul vago ci prendi sempre!!! a me è piaciuta!
Lucifer on marzo 9th, 2009
Spero che i miei sforzi riscuotano successo ragazzi. Non mi ricordo che poteri sono stati utilizzati nei combattimenti, cerco di renderli comunque avvincenti… e perdonatemi se a qualcuno ho fatto usare un attacco che ha preso solo un paio di livelli più avanti