La Malattia del Ragno (Parte 4)
gennaio 30th, 2009. Pubblicato in D&D, Gruppo di gioco, Racconti. No Comments.
La stanza al piano superiore era del tutto identica alla precedente: il piccolo cerchio luminescente con il teletrasporto, il pavimento lastricato e nessun arredamento, le statue dallo sguardo inanimato ed immobili lungo le pareti.
“Sento puzza di tranello” – sbottò Silk ed i compagni annuirono in silenzio, poi proseguì: – “dai, vado avanti io e vediamo cosa succede”. Fece un passo ma venne bloccato da Garillion: – “Fermati te! Sei ancora ferito, evita di fare l’eroe. Questa volta lasciate che vada io, confido nell’arguzia eladrin per scovare eventuali trappole”.
Detto questo Garillion avanzò lento e attento nella stanza, scrutando il pavimento, il soffitto e qualsiasi cosa di interesse, ma nulla accadeva e nulla scovava. Giunto al centro della stanza però, un piccolo rumore arrivò alle sue appuntite orecchie. E non solo a lui, anche i compagni avevano sentito.
Ma cos’era?
La risposta arrivò presto: le statue si muovevano!
Se lo aspettavano, le armi erano già sguainate, delle otto statue presenti nella stanza, tre si erano mosse.
Due perfettamente identiche, statue di guerrieri corazzati, un’altra invece era diversa, più imponente, il pericolo incombeva ma il gruppo era pronto.
Lo scontro durò pochi attimi, Lucifer guidò i compagni in una tattica accerchiante, le armi colpirono all’unisono una delle sculture che cadde a terra quasi subito, i nemici erano forti ma lenti, Silk riusciva a schivarli per poi colpirli alle spalle col suo affilato pugnale. La seconda statua venne scagliata contro il muro da un poderoso colpo d’ascia di Tumlak.
Restava solo la statua guardiano più grossa. Lucifer chiamò a raccolta gli amici e si disposero in linea, il nemico attaccò ma ormai per lui era finita, il suo affondo colpì con violenza Tumlak, mentre nello stesso momento il pugnale di Silk, il mazzafrusto di Lucifer ed i dardi incantati di Garillion colpivano e finivano l’inanimato guardiano.
Una battaglia intensa ma fulminea. Non attesero e si avviarono al piano superiore.
Il piano seguente era l’ultimo, lo capirono dal fatto che non vi erano altre uscite e altri teletrasporti, se non quello da dove erano appena arrivati. Inoltre la stanza era diversa, non c’erano le statue ma un unico oggetto posto al centro: un leggio color fumo con un libro nero sopra.
Garillion, senza avvisare, si prese la libertà di evocare una mano magica per poter trascinare verso se il libro, gli altri sbottarono ma poi la curiosità prese il sopravvento. Sulla copertina vi era disegnato un ragno grigio cenere.
“Credo sia il libro che stiamo cercando” – fece notare Tumlak – “anche perchè non ne vedo altri” – aggiunse cercando di alleggerire la tensione.
“Muoviamoci allora” – intervenne Silk – “anche perchè non mi sento molto bene, c’è qualcosa nell’aria che mi soffoca”.
Era vero e anche gli amici cominciarono ad accorgersene, l’aria era permeata di una strana e sgradevole sensazione, innaturale e malvagia.
“Usciamo subito da questa torre!” – esclamò Lucifer e subito si buttarono nel teletrasporto non appena Garillion ordinò alla mano di mettere il libro nel suo zaino.
Riattraversarono tutti i piani, quello delle statue sconfitte, quello delle lame ormai dome e infine il piano terreno con quell’angosciante pavimento trasparente.
Infine uscirono dalla torre, all’aria aperta.
“Torniamo a Fallcrest” – disse Silk – “non mi sento bene e voglio tornare indietro”.
“Si, hai il viso pallidissimo” – rispose il tiefling – “riprendiamo i cavalli e torniamo a casa, quello che cercavamo l’abbiamo trovato”