La Compagnia del Dado

Dungeons & Dragons, board game, racconti e allegria

La Malattia del Ragno (Parte 3)

novembre 28th, 2008. Pubblicato in D&D, Gruppo di gioco, Racconti. 4 Comments.

Garillion fece luce, un’unica stanza occupava tutto il pianterreno della misteriosa torre.
Appena Tumlak varcò la soglia un debole cerchio luminoso si illuminò sul pavimento nei pressi dell’angolo opposto. Per nulla intimorito il nano avanzò, seguito dai compagni. Giunti a metà della stanza all’improvviso il pavimento diventò prima traslucente e poi trasparente, come di cristallo purissimo. Ora sotto ai loro piedi si poteva vedere un’enorme quantità di corpi morti, fluttuanti sotto quella strana pavimentazione. Intimoriti dalla visione attraversarono la stanza fino al cerchio. Garillion lo studiò velocemente e quando capì che si trattava di un debole cerchio di teletrasporto lo riferì a tutti: “non credo possa portare molto lontano, probabilmente al piano superiore vista l’assenza di scale. A me questa roba sotto i piedi piace poco. Andiamo?”
In silenzio annuirono tutti e, uno alla volta, avanzarono. Appena uno entrava nel cerchio la sua immagini tremolava per poi scomparire.
E, come ognuno provò, istantaneamente si ritrovò in una stanza simile alla precedente. Il cerchio di teletrasporto era ora alle loro spalle, mentre un altro si vedeva dalla parte opposta della stanza. Due piccole finestrelle dai vetri scuri irradiavano di fioca luce l’ambiente quasi del tutto spoglio. Quasi perchè lungo le quattro pareti si ergevano le statue immobili di guerrieri corazzati. Dopo un attimo di paura si resero conto che erano a tutti gli effetti raffigurazioni inanimate.
Lucifer decise quindi di avanzare: “Andiamo amici, il piano superiore ci aspetta” – e detto questo si avviò verso il teletrasporto successivo. Giunto però al centro della stanza un sinistro rumore di meccanismo fece capire subito a tutti che avevano probabilmente sottovalutato la torre.
Da alcune piastrelle mobili nel pavimento fuoriuscirono delle lame, collegate a strani marchingegni, che cominciarono a vorticare per la stanza colpendo chiunque vi si trovasse; solo intorno ai due teletrasporti si era lontani da quella letale trappola.
Lucifer venne ferito da almeno due di quelle lame, ma riuscì comunque a rifugiarsi in fondo alla stanza.
“Per gli dei!” – esclamò arrabbiato il tiefling – “stavo per pagare cara questa avventatezza, queste lame sono affilatissime. Guardate se c’è qualche pannello per disattivare questa trappola”
Si misero quindi tutti a cercare qualcosa di aiuto, ma nulla trovarono, bisognava attraversare.
“Forza, non saranno queste lame a fermarci proprio ora” – disse spavaldò Silk – “Andiamo!” – e con questa incitazione scattarono tutti verso Lucifer.
Tumlak, riparato dalla sua armatura, ce la fece agevolmente; Garillion subì qualche ferita ma ce la fece pure lui e quando arrivò vicino all’amico Lucifer tirò un sospiro di sollievo.
Ma era presto per festeggiare.
Silk non ce l’aveva fatta e giaceva a terra al centro della stanza, privo di sensi sanguinava copiosamente da alcune profonde ferite.
“Tiriamolo subito fuori di lì!” – comandò Lucifer – “Garillion puoi fare qualcosa?” – il mago formulò subito uno dei suoi incantesimi e una mano evanescente si materializzò vicino a lui. Presero fuori da uno zaino una delle loro corde e la mano magica l’afferò.
Il mago comandò alla mano di raggiungere il mezzelfo e di legare l’estremità al piede.
“In fretta!” – disse Tumlak preoccupato mentre le lame continuavano a ferire l’amico – “ci siamo quasi” – disse con calma l’eladrin. Difatti ora la corda era saldamente legata alla caviglia di Silk e potevano tirarlo in salvo.
Riuscirono quindi a trascinarlo verso loro ed a prestargli le prime cure, le ferite erano gravi ma nulla di impossibile da guarire con un paio di pozioni di cura.
Gliele fecero bere e Silk riaprì gli occhi: “Divertente” – disse – “quasi quasi ci riprovo”.
“Mannaggia a te mezzelfo” – imprecò il nano sbuffando.
L’espressione di Lucifer era però preoccupata: “E’ andata bene, mi chiedo però cosa ci attende di sopra. Andiamo ora, voglio uscire in fretta da questa torre”

4 Comments

franzo  on dicembre 1st, 2008

ma chi è l’autore di questa bellissima storia?
sono contento che le nostre avventure vengano messe sotto forma di racconto.
evvai!!!

Matteo  on dicembre 2nd, 2008

L’autore sono io, mi fa piacere ti piaccia

Ale  on dicembre 3rd, 2008

Complimenti, belle avventure, mi piace il modo in cui sono raccontate!
Penso seguirò le gesta del vostro gruppo!

Passate a trovarmi!

sussurrodieven.blogspot.com

Ale

Lucifer  on dicembre 3rd, 2008

Grazie per i complimenti e benvenuto!