Keltis, il giusto mix di fortuna e abilità!
Novembre 7th, 2008. Pubblicato in Board game, Recensioni. 4 Comments.

Ultimo nato del grande Reiner Knizia, Keltis è un gioco astratto in cui fare avanzare le proprie pedine sui 5 percorsi colorati per ottenere più punti degli avversari. La grafica e i componenti del gioco richiamano la simbologia Irlandese, un piccolo extra per chi ama questa nazione.
Autore: Reiner Knizia
Giocatori: 2 – 4
Durata media: da 20 a 40 minuti
Dipendenza dalla lingua: nessuna
Edizioni: Tedesca
Prezzo: 22 - 25€
Contenuto
1 tabellone di gioco
110 carte (2 carte di valore fra 0 e 10 in ciascuno dei 5 colori dei percorsi: rosso, giallo, rosa, verde, blu)
20 pedine in legno (1 grande e 4 piccole in ciascuno dei 4 colori dei giocatori: nero, bianco, grigio, marrone)
4 quadrifogli grandi
4 segnapunti in legno
25 mattonelle: 9 pietre di desiderio, 9 quadrifogli, 7 mattonelle numerate (2 da 1, 3 da 2, 2 da 3)
1 regolamento (tedesco)
La preparazione del gioco è piuttosto rapida. Si stende la plancia, solida e graficamente piacevole, si sistemano le pedine di ogni giocatore sulla pietrona iniziale (i 4 quadrifogli medi e quello doppia altezza), il segnapunti sul bordo del tabellone (il quadrifoglio più basso) e si distribuiscono 8 carte per giocatore. Oltre a questo si mischiano a faccia in giù le 25 tessere speciali e si piazzano a caso sulle pietre scure del percorso e sulla pietra grande finale di ogni linea. Appena piazzate si girano con l’icona verso l’alto. Queste tessere rendono ogni partita unica, in quando mettono punti, quadrifogli e pietre del desiderio in posizioni ogni volta diverse.
L’obiettivo è far avanzare il più possibile le pedine lungo i 5 percorsi di differenti colori per fare punti. Non è obbligatorio (e a volte è addirittura sconveniente) muovere le pedine su ogni percorso. I punti si ottengono anche arrivando sulle caselle numerate e raccogliendo le pietre del desiderio.
Inizia il giocatore che è stato per primo in Irlanda, in alternativa il più vecchio.
Il gioco è molto semplice. Le possibili azioni sono solo 2: giocare una carta per fare avanzare una pedina o scartare una carta a faccia scoperta, facendo pile diverse per ogni colore. Dopo aver risolto gli effetti prodotti dalla carta giocata o dopo aver scartato peschiamo una carta, riportando la mano a 8. La carta può essere pescata da quelle rimaste dopo il setup e messe in un mazzo coperto, oppure da quelle precedentemente scartate e quindi visibili.
Le carte vanno giocate in sequenza, ascendente o discendente, anche senza continuità (posso giocare un 10 per poi proseguire con un 7 per esempio). E’ possibile anche giocare un carta uguale alla precedente, essendovi per ognuno dei 5 colori carte numerate da 0 a 10 in doppia copia.
Giocando una carta muovo una pedina dalla pietra iniziale alla prima del percorso colorato uguale alla carta giocata o avanzare di una pietra (leggasi casella) su quel percorso. Per cui se gioco un 1 giallo muoverò avanti di uno sulla fila gialla.
A fianco del percorso colorato sono riportati dei punteggi che vanno da -4 a +10.
A Fine partita quel valore si sommerà o sottrarrà al nostro totale, per cui più si avanza meglio è. Per questo bisogna fare attenzione a che cammini si iniziano, se non avanzeremo a sufficienza con tutte le pedine mosse sarà stato più svantaggioso che lasciarle ferme nella casella iniziale, che vale semplicemente zero. Ho parlato prima di una pedina ad altezza doppia. Questa raddoppia il punteggio ottenuto sul percorso, per cui bisogna essere bravi a utilizzarla nel percorso dove crediamo faremo più punti. Oltre a raddoppiare i punti positivi raddoppia anche i negativi.
Avanzando con le pedine prima o poi capiteremo sulle 25 tessere speciali che abbiamo piazzato all’inizio. Gli effetti possibili sono 3.
La pedina ha un numero (da 1 a 3) – guadagniamo quel numero di punti e la pedina rimane in gioco.
La pedina ha un quadrifoglio – possiamo avanzare una qualunque pedina su un qualunque percorso, compreso quella appena mossa. Anche questa pedina rimane in gioco.
La pedina ha una pietra del destino – Raccogliamo la pietra togliendo la pedina dal percorso. A fine partita si otterranno punti positivi o negativi (da -4 a +10) a seconda del numero di pietre raccolte.
Il gioco finisce quando 5 pedine, indipendentemente da chi appartengono e dal percorso su cui sono, arrivano nella zona chiamata obiettivo, ovvero nelle ultime 3 caselle di ogni percorso. Alternativamente il gioco finisce quando termina il mazzo delle carte coperte.
Un’ultima cosa da dire sulle regole. Mettiamo di essere fortunati e avere un sacco di carte gialle in sequenza, quando arriviamo a fine percorso se ne abbiamo rimaste le buttiamo? No, perché continuando la sequenza su un colore dove siamo già con la pedina alla fine, possiamo avanzare con qualunque altra pedina presente sugli altri percorsi.
In questo gioco non è possibile pianificare strategie a lungo termine, sono troppe le variabili imprevedibili, per questo ho parlato di “fortuna e abilità”.
Fortuna nel pescare le carte giuste, abilità nel giocarle al momento giusto.
Ogni volta, prima di giocare una carta dobbiamo pensare a tante cose a seconda delle situazioni. Siamo avanzati parecchio in una riga, c’è una pietra del desiderio nella casella successiva e abbiamo la carta per muoverci ancora e andarla a prendere. La giochiamo subito? Dipende… Se gli altri giocatori non sono in quella riga o sono indietro 2 – 3 caselle possiamo attendere. Se uno invece ci raggiunge allora magari è meglio giocarcela subito per andare a raccogliere il nostro trofeo.
Abbiamo giocato il 4 rosso, abbiamo in mano il 7 rosso… Attendiamo per cercare di pescare i 5 e i 6 (o anche l’altro 4) o giochiamo subito il 7 per avanzare magari meno ma prima per sfruttare le tessere speciali? Oppure avanziamo subito perché la partita sta per finire?
Il gioco si spiega rapidamente e dopo i primi turni si viaggia spediti, le partite non diventano mai più lunghe di 45 minuti e alla fine guardando l’orologio vien sempre da dire “non è tardi, ne facciamo un’altra?”
4 Comments
Pinco11 on Gennaio 10th, 2009
E’ uno dei pochi ‘giochi dell’anno’ che non mi ha attirato per nulla per cui non l’ho comprato (anche se lo Zooloretto comprato lo scorso anno non mi è poi piaciuto ..): le principali perplessità rimangono sulla aleatorietà e scarsa profondità del titolo. A prima vista mi sembra più adatto a fan ‘light’ di giochi tipo ‘ticket to ride’ … e, soprattutto sembra un gioco di carte ‘camuffato’ da gioco da tavolo … Che mi dici ?
Lucifer on Gennaio 11th, 2009
Per quanto riguarda il cammuffamento in parte hai ragione, considerato che è l’evoluzione di Lost Cities, un gioco di carte per 2. Il miglioramento però è stato sostanziale, la board non è solo un qualcosa dove appoggiare le carte come nel predecessore. Ogni riga ha le sue pecurialità con punti da raccogliere e tessere che ti fanno avanzare più velocemente.
Il titolo è abbastanza light se vogliamo, d’altronde non sempre si ha voglia di impegnarsi una sera su un titolo solo dove se ti distrai un attimo hai perso. Keltis fa divertire il giocatore esperto come il novizio, ricalcando un po’ la filosofia di Knizia, la maggioranza dei suoi giochi sono titoli leggeri ma comunque molto strategici.
E qui veniamo al tuo dubbio peggiore alea vs strategia profonda. Come dico già nel titolo è un mix molto ben equilibrato delle 2 cose. Ti assicuro che se non giochi le carte che hai nella maniera corretta non arrivi da nessuna parte, anche se hai la fila completa di quelle di un solo colore. La fortuna c’è, è inutile negarlo, ma se avanzi sulla sola riga dove hai 10 carte rimani indietro sulle altre, col risultato che ti gli avversari raccolgono le pietre del destino prima di te o avanzano parecchio in più file. Questo comporta che saranno loro a decidere quando far finire la partita (5 pedine nelle ultime 3 caselle, a prescindere dalla riga) e quindi avranno tempo di fare i punti necessari per superare il “fortunello”.
Non ti dico di acquistarlo ma almeno facci 5 - 6 partite prima di etichettarlo come leggero e fortunoso, potresti avere delle sorprese.
Ciao, Claudio.
Lucifer on Marzo 6th, 2009
Arriva l’espansione! Leggere modifiche al regolamento ma soprattutto nuova board, utile a rendere meno influente la fortuna. I percorsi colorati si intrecciano, se punti su un colore e poi non peschi più carte giuste, a un certo punto puoi deviare e continuare la scalata su un altro percorso! Molto interessante secondo me, una buona aggiunta a un ottimo gioco.

Lucifer on Novembre 27th, 2008
Altre 4 partite ieri sera che hanno incoronato me medesimo come giocatore più forte e campione intergalattico di Keltis eh eh eh
Tornando seri, più ci gioco e più mi piace. Il fattore fortuna aiuta parecchio, è vero… ma da solo non basta. Anche se inizi con 5 carte in scala non sempre è utile giocarle tutte subito, meglio magari aprire prima altri percorsi. Altre volte invece conviene correre per una fila in modo da pescare carte e capire quale altra scala iniziare.
Un peso notevole sul risultato finale ce l’ha anche la distribuzione casuale delle tessere sui percorsi. Capita a volte che una fila sia piena di pietre del desiderio, chi ha carte per procedere su quel percorso più velocemente degli altri sarà piuttosto avvantaggiato. Se invece tutte le tessere speciali sono ben distribuite sulle 5 linee allora si hanno partite piuttosto equilibrate.
Questo mi fa pensare a una possibile variante più strategica del gioco: piazzare le tessere in maniera uguale in ogni percorso: prima pietra scura una quadrifoglio su tutti, seconda pietra scura una pietra del desiderio per tutte ecc…
Pari opportunità indipendentemente dal colore! (Sembra uno slogan politico di sinistra…)
Saluti a tutti, alla prossima sfida!